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03/11/2026 Legge di bilancio 2027

Forfettario fino a 100.000 euro dal 2027: conta quanto incassi nel 2026

Se la legge di bilancio sarà approvata così com'è, chi chiude il 2026 con incassi sotto i 100.000 euro potrà restare nel regime forfettario anche nel 2027. Sopra gli 85.000 euro, però, si torna ad applicare l'IVA.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge di bilancio 2027, che il 30 ottobre è stato trasmesso alla Camera. Fra le misure fiscali c'è quella che molti titolari di partita IVA aspettavano: la soglia per applicare il regime forfettario sale da 85.000 a 100.000 euro di ricavi o compensi, a partire dal 1° gennaio 2027.

Non è ancora legge. Il testo deve passare dal Parlamento ed essere approvato entro il 31 dicembre, e nel frattempo può cambiare. Ma la novità, se confermata, produce effetti già sui conti di quest'anno, ed è per questo che conviene conoscerla adesso.

Il punto: si guarda il 2026

Per sapere se si può applicare il forfettario in un anno si guarda a quanto si è incassato nell'anno precedente. Per restare nel regime nel 2027, quindi, conta il totale di ricavi e compensi del 2026.

Con le regole in vigore oggi, chi nel 2026 supera gli 85.000 euro resta forfettario per tutto il 2026, ma dal 1° gennaio 2027 deve passare al regime ordinario: IRPEF a scaglioni con le addizionali regionale e comunale, IVA, contabilità e dichiarazioni ordinarie.

Con la nuova soglia, invece, chi chiude il 2026 con incassi non superiori a 100.000 euro potrà continuare ad applicare il forfettario anche nel 2027. Lo stesso vale per chi oggi non è nel regime e vuole entrarci: nel 2027 potrà farlo se nel 2026 non ha superato i 100.000 euro.

Un esempio. Un professionista forfettario incassa nel 2026 compensi per 92.000 euro. Oggi, dal 2027, dovrebbe uscire dal regime. Con la manovra approvata, nel 2027 resterebbe forfettario, e continuerebbe a pagare l'imposta sostitutiva del 15% (5% per chi è nei primi cinque anni di attività) invece dell'IRPEF ordinaria.

Contano gli incassi, non le fatture

Per i forfettari i ricavi e i compensi si contano quando vengono incassati, non quando si emette la fattura. Una fattura emessa a dicembre 2026 e pagata dal cliente a gennaio 2027 rientra nel conto del 2027, non in quello del 2026.

Chi è vicino alla soglia deve quindi tenere sotto controllo i pagamenti che riceve da qui al 31 dicembre, non solo le fatture che emette.

Sopra gli 85.000 euro torna l'IVA

Qui sta il limite della novità. La direttiva europea sull'IVA permette agli Stati di esonerare dall'imposta i piccoli operatori solo fino a 85.000 euro di volume d'affari. Per andare oltre serve un'autorizzazione dell'Unione europea, che l'Italia non ha ancora ottenuto.

Il disegno di legge, quindi, divide il regime in due:

Per molti resta comunque un vantaggio netto rispetto al regime ordinario, perché la tassazione del reddito rimane quella agevolata. Ma l'IVA va messa in conto: per chi lavora con clienti privati, che non possono detrarla, significa un prezzo finale più alto o un margine più basso.

Nel 2026 il limite dei 100.000 euro vale già

Attenzione a non confondere le soglie. Le regole in vigore prevedono già che chi nel corso dell'anno incassa più di 100.000 euro esca dal forfettario immediatamente, nello stesso anno: dall'operazione che fa superare il limite si applica l'IVA, e l'intero reddito dell'anno viene tassato con l'IRPEF ordinaria.

La manovra non cambia nulla per il 2026. Chi supera i 100.000 euro di incassi entro il 31 dicembre 2026 esce dal regime già quest'anno e non può contare sulla nuova soglia per il 2027. Dal 2027, secondo l'articolo 9 del disegno di legge, le soglie di uscita immediata diventerebbero due: 100.000 euro per l'IVA, come oggi, e 115.000 euro per le imposte sui redditi. Chi nel corso dell'anno incassa fra 100.000 e 115.000 euro applicherebbe l'IVA da subito, ma resterebbe forfettario per le imposte fino a fine anno.

Chi ha anche uno stipendio o una pensione

Fra i requisiti del forfettario c'è un limite ai redditi da lavoro dipendente o da pensione percepiti nell'anno precedente. Nel 2025 e nel 2026 era di 35.000 euro, e dal 2027 sarebbe tornato a 30.000. Il disegno di legge lo mantiene a 35.000 euro anche per il 2027, quindi con riferimento ai redditi da lavoro del 2026. Anche questo punto va confermato nel testo finale.

Cosa fare adesso

Aggiorneremo questo articolo quando la legge di bilancio sarà approvata.

Fonte: Eutekne, 30 e 31 ottobre 2026; Informazione Fiscale, ottobre 2026 — Disegno di legge di bilancio 2027, art. 9; L. 190/2014, art. 1 commi 54-89.

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