Decreto Omnibus: sugli ammortamenti cambia il conto dei termini di accertamento
Fino a ieri un ammortamento contestato poteva riaprire anni molto lontani. Il decreto Omnibus fissa un punto di partenza chiaro — ma le nuove regole partono da lontano.
C'è una domanda che ci sentiamo fare spesso quando un cliente iscrive in bilancio un macchinario importante: «per quanti anni possono contestarmelo?». Fino a oggi la risposta onesta era scomoda: potenzialmente per molto tempo, perché ogni quota annuale poteva essere ripresa a tassazione per conto proprio.
Cosa cambia
Il decreto Omnibus interviene sull'articolo 43 del DPR 600/1973. Quando l'accertamento riguarda quote di ammortamento di beni materiali e immateriali, o quote di spese relative a più esercizi, il termine si calcola guardando alla dichiarazione del periodo d'imposta in cui quella componente è stata dedotta per la prima volta.
Da lì decorrono i termini ordinari:
- Dichiarazione presentata: decadenza al 31 dicembre del quinto anno successivo
- Dichiarazione omessa o nulla: si allunga al settimo anno successivo a quello in cui andava presentata
Perché è una buona notizia
È un cambio di rotta rispetto all'orientamento della Cassazione (sentenza n. 8500/2021), che consentiva all'Agenzia di recuperare la quota ritenuta indebita in ciascun anno d'imposta, senza dover accertare prima l'anno in cui il bene era entrato in funzione.
Tradotto: un bene iscritto dieci anni fa poteva generare contestazioni sulle quote recenti, riaprendo di fatto una valutazione su scelte molto vecchie. Ora il potere di accertamento si ancora a un momento preciso e prevedibile, quello in cui il costo comincia a produrre effetti fiscali.
Attenzione alle date
Qui sta il punto che fa la differenza fra leggere la notizia e usarla. La nuova regola vale solo per beni e servizi acquistati a partire dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2027, e non tocca i procedimenti già in corso.
Restano inoltre fuori dal nuovo perimetro:
- Le spese inesistenti
- Gli elementi rettificati con dichiarazione integrativa
- I componenti pluriennali diversi dagli ammortamenti e dalle spese su più esercizi — per esempio il riporto delle perdite e i bonus edilizi spalmati negli anni
Cosa ne facciamo, in concreto
Se stai pianificando un investimento rilevante, la data di acquisto adesso pesa anche su questo fronte, non solo su ammortamenti e agevolazioni. È uno degli elementi che mettiamo sul tavolo negli incontri periodici quando si ragiona sul quando comprare, non solo sul se.
Per i beni già in bilancio invece non cambia nulla: la vecchia impostazione resta, e conviene continuare a tenere ordinata la documentazione dell'anno di entrata in funzione.
Fonte: MySolution, 21 agosto 2026 — DLgs. 7 agosto 2026 n. 148.
Hai investimenti in programma?Guardiamo insieme come la tempistica di acquisto incide su ammortamenti, agevolazioni e termini di accertamento.
Contattaci